Quando e perché fare una visita pneumologica?
La visita di pneumologia consiste in un consulto con un pneumologo, ovvero un medico specializzato nello studio e nella cura delle malattie dell’apparato respiratorio.
Viene effettuata per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo a carico dei bronchi e dei polmoni. Oltre ai pazienti con patologia pneumologica già nota, la visita pneumologica viene consigliata in caso di sintomi come sensazione di oppressione al torace, difficoltà nella respirazione, affanno a riposo, tosse persistente, espettorazioni prolungate e/o con tracce di sangue, dolore toracico, apnee notturne.
Le più comuni patologie trattate in questo contesto sono infatti la BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva), l’asma, l’enfisema, la polmonite, la sindrome delle apnee notturne ostruttive e l’infezione da Covid 19.
La visita pneumologica è costituita dalla raccolta anamnestica (anamnesi), fase durante la quale il medico specialista rivolge diverse domande al paziente per raccogliere il maggior numero di informazioni possibili circa la storia clinica e lo stile di vita del paziente stesso (alimentazione, vizio del fumo, consumo di alcol, livello di attività fisica e di sedentarietà, tipo di lavoro svolto, assunzione di farmaci, altri casi in famiglia di problematiche respiratorie).
In questa prima fase della visita il medico prende inoltre visione degli eventuali esami medici già svolti dal paziente.
Nella seconda fase si effettua invece l’auscultazione dei polmoni mediante l’utilizzo dello stetoscopio e la valutazione della saturazione, ovvero la percentuale di ossigeno presente nel sangue.ù
In base alle rilevazioni effettuate nel corso della visita lo specialista potrà porre una diagnosi e prescrivere la relativa terapia oppure, a seconda del sospetto diagnostico, potrà richiedere al paziente ulteriori esami come spirometria, emogasanalisi, esame colturale dell’espettorato, radiografie del torace o TAC del torace.

