Che cos’è la tachicardia parossistica sopraventricolare?

 

 

La tachicardia parossistica sopraventricolare è un’aritmia in cui il battito cardiaco subisce un’accelerazione improvvisa della frequenza cardiaca, che può arrivare a 150-220 battiti, ed il cui improvviso inizio e la brusca fine vengono percepiti chiaramente dal paziente.

E’ la forma più comune di aritmia nel bambino, nei giovani e nelle donne ma può manifestarsi a qualunque età. Generalmente dopo il primo episodio l’aritmia tende a recidivare più frequentemente e con episodi che durano più a lungo. La tachicardia parossistica sopraventicolare si manifesta spesso nei soggetti sani, senza cardiopatie o altre patologie ed è facilitata da eventi come forti emozioni, stress, esercizio fisico, ciclo mestruale o gravidanza. Le crisi durano per pochi minuti, con inizio e fine improvvisa, ma talvolta possono persistere più a lungo e richiedere cure particolari.

 

Qual è la causa?

L’aritmia è causata dalla presenza all’interno del cuore di una via di conduzione “in più” o “accessoria” rispetto al normale, presente sin dalla nascita, ed è innescata generalmente da una extrasistole. Il meccanismo alla base di questa aritmia si definisce “rientro”.

Infatti a causa della presenza di una doppia via di conduzione, l’impulso elettrico che nasce negli atri scende nei ventricoli e contemporaneamente dai ventricoli è in grado di ritornare agli atri. In questo modo si attiva una sorta di corto-circuito: utilizzando la normale via di conduzione e la via di conduzione “in più”, l’impulso elettrico del cuore è in grado di scendere dagli atri ai ventricoli, risalire dai ventricoli agli atri e di nuovo scendere dagli atri ai ventricoli in maniera ripetitiva e molto rapida.

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Quali sono le forme più comuni di tachicardia parossistica sopraventricolare?

Le due forme più comuni di tachicardia parossistica sopra-ventricolare sono rappresentate dalla Tachicardia da rientro Nodale e dalla Tachicardia da rientro Atrio-Ventricolare (denominata anche  Sindrome di Wolff-Parkinson-White).

Nel primo caso il rientro avviene interamente nel nodo atrio-ventricolare, la struttura che connette atrio e ventricolo e che presenta al suo interno una via a conduzione rapida ed una via a conduzione lenta. Nel secondo caso sfruttando il nodo atrio-ventricolare ed una via di conduzione “accessoria” che connette direttamente atrio e ventricolo senza passare dal nodo atrio-ventricolare.  

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Qual è la terapia della tachicardia parossistica sopraventricolare?

Nei casi che non si risolvono spontaneamente si può tentare con l’esecuzione delle comuni manovre vagali come il massaggio del glomo carotideo e la manovra di Valsalva. Qualora queste non fossero in grado di interrompere l’aritmia, si deve accedere in pronto soccorso dove verranno somministrati dei farmaci, come l’adenosina, o in caso di inefficacia si può ricorrere alla cardioversione elettrica esterna.

Tali condotte possono arrestare l’aritmia in acuto ma non impediscono la recidiva della stessa in futuro.

L’unica terapia in grado di abolire la recidiva aritmica è infatti l’ablazione.

 

Come si effettua l’ablazione?

L’ablazione si effettua posizionando attraverso la vena femorale destra e la vena succlavia sinistra degli “elettrocateteri di mappaggio”, cioè necessari a localizzare la via anomala. Tali elettrocateteri vengono posizionati nel cuore a livello atriale destro, ventricolare destro, nel seno venoso coronarico ed in regione Hissiana.

Successivamente un catetere ablatore viene introdotto nel cuore attraverso la vena femorale destra e dopo aver localizzato la via di conduzione anomala, mediante l’erogazione di radiofrequenza la si interrompe. Eliminando il circuito di rientro si impedisce all’aritmia di manifestarsi in futuro. Nel caso della tachicardia da rientro nodale la via anomala è rappresentata da una via a conduzione lenta localizzata in una regione specifica dell’atrio destro denominata Triangolo di Koch, delimitata dallo sbocco della vena cava inferiore, dal Tendine di Todaro e dal lembo settale della valvola Tricuspide.

Invece nel caso della sindrome di Wolff- Parkinson-White la via anomala è costituita da una via a conduzione rapida localizzata che può essere localizzata intorno alla valvola mitrale, alla valvola tricuspide o in corrispondenza del setto interatriale e che è in grado di connettere direttamente atrio e ventricolo senza passare dal nodo atrio ventricolare.

La procedura di ablazione dura circa un’ora e si effettua somministrando anestesia locale nei punti di accesso vascolare e ed una leggera sedazione generale.